Qual è il migliore e-commece?

Qual è il migliore? I giganti globali dell’e-commerce sono Amazon, il colosso di Seattle, alla cui guida vi è l’eclettico imprenditore Jeff Besos; e dall’altra parte dell’Oceano vi è Jack Ma, alla guida del colosso Alibaba con sede ad Hangzhou. Al momento, il terreno di gioco tra questi due big si gioca in Europa, entrambi presenti, ma con un modello di business differente. Il rivale cinese è leader consolidato nel settore B2B, con servizi di e-commerce tra imprese. Amazon è conosciuto soprattutto come leader nel settore B2C. Inoltre, Jack Ma punterà molto sugli investimenti nei pagamenti digitali con Alipay, perché l’India risulta un paese molto avanzato da questo punto di vista. Amazon, nella sua strategia d’espansione e conoscenza del marchio punterà al mercato indiano, entrando nel radar di Jack Ma. Chi vincerà la sfida?

In Europa il valore di mercato dell’e-commerce è di 534 MLD$ (miliardi), secondo i dati del 2018 estrapolati dal report dell’European B2C E-commerce. Nel 2014, il mercato del commercio elettronico nel Vecchio Continente stagnava a 307 miliardi di dollari e nel 2018 si attesta sui 602 miliardi, come riporta il B2C E-commerce. A livello globale, i marketplace dominanti erano Amazon e Ebay, i primi ad essere arrivati in Europa. Oggi in Europa a dominare ci sono tre marketplace globali. Amazon, Ebay ma anche Aliexpress. I primi due (AMZN, e-Bay) coprono, con i loro servizi e prodotti, la gran parte dei Paesi europei, eccetto Aliexpress.

Cosa accadrà in Europa?

In futuro le cose potrebbero cambiare perché in Europa sta prendendo forma l’idea di un progetto volto a contrastare il dominio di questi grandi competitor globali. Come riporta NG, la collaborazione tra i tre big marketplace europei, il gruppo francese Cdiscount, l’italiano Eprice e il tedesco real.de potrebbe dar vita ad un servizio e-commerce targato Europe (E-YouRope) con 510 milioni di consumatori pronti ad avvalersi dei servizi e dei prodotti offerti dal marketplace tutto europeo. L’alleanza è ancora in fase di sviluppo, ma avrà un alto valore strategico perchè l’e-commerce si sta diffondendo oltre i confini nazionali dei singoli paesi europei.

Non solo e-commerce ma anche Partnership  

A quanto pare, le realtà del marketplace non percorrono solo la strada dell’e-commerce ma anche la strada delle partnership. Questo per ottenere un vantaggio competitivo in termini di costi e benefici, nell’acquisire più velocemente fette di mercato. Ad esempio, l’accordo tra corriere Poste Italiane e Packlink ha permesso di ottimizzare e monitorare la gestione dei pacchi in maniera semplice e sicura. Questi nuovi strumenti danno nuovo slancio all’e-commerce che va oltre i confini nazionali. Proprio in questa ottica si colloca il progetto del cross europe border network, capace di contrastare il dominio dei grandi marketplace globali. Inoltre, Amazon ha fatto un accordo con Poste Italiane. Il colosso di Seattle ha ottenuto l’autorizzazione dal ministero dello Sviluppo economico per entrare nel mercato degli operatori postali. Invece, i protagonisti europei, attraverso queste collaborazioni operano già da anni con successo nei rispettivi Paesi.

Qual è lo scopo dei Big dell’e-commerce?

L’obiettivo futuro sarà quello di espandere il mercato là dove attualmente operano i player dell’alleanza. Amazon punterà a farsi conoscere meglio in Italia, ancora di più con l’accordo fatto con Sisalpay, Fermopoint e le librerie Giunti, e Regno Unito con Nexi (negozi d’abbigliamento). Nexi attraverso l’introduzione del servizio Counter consente ad Amazon di consegnare fisicamente in Bar, negozi, edicole e tabacchini, riducendo la dipendenza dai driver, che fanno consegne porta a porta e rafforzando sempre di più la rete di depositi di smistamento in Italia. Per un’analisi dettagliata si rimanda al Sole 24 ore: Amazon ora consegna in bar, negozi, tabaccherie e cartolerie.

Il grande valore dell’e-commerce in Europa

Anche l’Europa non rimane indietro e si proietta con un occhio al futuro. Anzi con più occhi al futuro. Cdiscount è il più grande sito di e-commerce francese. I commercianti che sfruttano questa piattaforma provengono da più di sessanta Paesi diversi. In totale, ci sono 10mila commercianti, fruitori di tale servizio europeo. “E-Price“, leader nel mercato italiano per la vendita di prodotti tecnologici ed elettronici, collabora con 1.500 commercianti e raggiunge i 3,5 milioni di visitatori mensili. L’altro protagonista della rete europea è il tedesco retail.de. Questo si posiziona al terzo posto tra i marketplace tedeschi e opera soprattutto nel settore dell’abbigliamento e dei prodotti per lo sport.

Il nuovo arrivato…

Quindi ci aspettano importanti novità sul fronte interno con la collaborazione tra ePrice, Cdiscount e retail.de, il trio del nuovo dominio globale. Già si fanno strada sul fronte esterno nuovi retailer asiatici pronti a entrare nel mercato del Vecchio Continente. Chi è il nuovo arrivato? Il più importante tra questi è il gruppo cinese JD.com che intende sbarcare in Europa, se non l’ha già fatto, ma ancora è sconosciuto ai molti. Già scelto il quartiere generale della compagnia che sarà in Germania. Google ha dato un appoggio significativo al progetto di Richard Liu (CEO di JD.com) con un investimento di 550 milioni di dollari che permetteranno all’azienda di affrontare ad armi pari lo scontro con il suo più diretto competitor: la connazionale Alibaba.

Cosa ci aspettiamo?

Cosa ci aspettiamo? Il mercato europeo con buone infrastrutture e una buona rete internet rappresenta un’occasione più che ghiotta per le piattaforme globali di e-commerce. Come consumatori ci aspettano dunque importanti novità per il futuro dell’e-commerce in Europa. Certo, la creazione dell’International Marketplace Network (per adesso solo nella sua versione Beta) è ben lungi dall’insidiare un gigante come Amazon, ma rappresenta al contempo una risposta interna al dominio dei più grandi marketplace globali. Questo è il segnale che è importante sviluppare nuove strategie in un mercato in continua crescita e che proprio per questo offre opportunità di investimento uniche, purché si faccia rete: Cooperazione in libero Mercato, ovviamente, e non Concorrenza in Libero Mercato. Una Win Win situation.

Giuseppe Foti

Di giipsy