Perché la SEO è un coltello a doppia lama per le Fake News? Si dice che si parla come si scrive e viceversa. Alcuni trend giornalistici sul web seguono ciò che il popolo dice o pensa. Questi trend captano ciò che il popolo dice estrapolando delle Key Words e implementandole in questi articoli, per catturare l’attenzione di queste persone. È così che, le Fake News acquisiscono peso maggiore nella comunicazione distorta. Ecco qual è il dramma!

E qui viene fuori una nuova competenza che è quella di saper “googlare”. Saper fare le ricerche su Google non significa semplicemente conoscere Google e la sua funzione. Non basta saper scrivere nella barra di ricerca oppure distinguere tra “mi sento fortunato” con un’altra ricerca. Saper googlare significa saper porre le domande giuste su Google. Quindi se sai porre le domande giuste otterrai anche le risposte giuste.

Molte query di ricerca sono il prodotto di ciò che le persone vogliono sentirsi dire in linea con i loro mal di pancia. Tuttavia, ciò non corrisponde ad un’argomentazione razionale, intrisa di dati documentati. Dati provati anche a livello scientifico e frutto di studi e di ricerche appurate da fonti attendibili.

Seo e il “new dram”: Il pensiero distorto fra la popolazione

Si tratta di argomenti, temi che alimentano il pensiero distorto fra la popolazione. Faccio un esempio. Quando all’orizzonte si prospettava l’idea di farsi il vaccino ma non esisteva l’ipotesi di un green pass. Sto parlandi di quando c’era Conte al Governo. Che cosa veniva fuori? Era emerso che nelle siringhe del Vaccino ci potessero iniettare il 5G o una cosa simile. Un’assurdità colossale. È chiaro che, se fai questo tipo di ricerche su Google escono un sacco di articoli riguardo questo tema. Inoltre, si inventano anche delle storie strutturate in modo tale che l’articolo sia concepito anche in ottica SEO. Quindi indicizzato in base a quello che tu cerchi con la Key Word.

Parlo di questo problema come un fenomeno molto grave perché disincentiva la vera informazione e disinforma il popolo. Questo problema si può spiegare facendo un parallelismo con un altro problema grave che è quello del phishing. Il comune denominatore di questo problema è il Web. Con il phishing ti rubano i dati per estorcerti con furbizia del denaro. Questo fenomeno viene contenuto con una forte informazione promossa dai veri enti predisposti ai servizi di depositi, bonifici e accrediti.

Le fake news e il new dram contro la SEO
La SEO che inganna

Il problema della comunicazione sul Web

Invece, sul problema della scrittura e della comunicazione sul web non esiste un modo per riconoscere la vera informazione da quella distorta. Chi lo riconosce è chi ha più buon senso, cultura e più onestà intellettuale. Ma esiste un modo su cui ci si può orientare per creare una netta distinzione tra Fake news e notizie più attendibili? Google ha fatto dei progressi. Si è passati dall’avere un protocollo http ad avere un protocollo https. Ma quello distingue i siti meno sicuri dai siti più sicuri anche in fatto di protezione dei dati personali a seguito della normativa GDPR 679, 2016, art. 13.

Questo non è sufficiente. A livello di regolamentazione bisognerebbe trovare un modo originale sul Web per riconoscere le notizie Fake da quelle vere. L’informazione distorta non abbraccia il problema della violazione dei dati personali. Anche il sito web può essere sicuro perché rispetta il regolamento GDPR 679, 2016, art. 13, però l’informazione contenuta in quell’articolo può essere deviata e non corretta.

La SEO e le “Fake News”: come intervenire?

È necessario che i big della Tecnologia come Facebook , Google e Microsoft estendano i dipartimenti delle loro aziende. I big tech possiedono le piattaforme social dove c’è un proliferare di contenuti costante. Poste Italiane ha il dipartimento Anti Frode contro il phishing. È chiaro che questi big della Tecnologia dovrebbero dotarsi di un dipartimento predisposto ad individuare e far riconoscere le Fake news. Magari quando prelevi al bancomat dei soldi non succede niente ma se quei soldi li rubi vengono macchiati per dire che sono stati rubati. Un articolo non si può macchiare ma ci può essere una segnalazione, come c’è la segnalazione sui cookie. Può essere che questo dipartimento sia predisposto per lanciare dei messaggini che avvertano il cittadino che legge, che questo contenuto può non essere veritiero. Studiate, Provate e Confutate sempre. Buona lettura a tutti! 

Giuseppe Foti   

Di giipsy

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