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I consumi prenatale in Europa con il Covid-Sars-V2.

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Come saranno i consumi prenatale 2021 in Europa? Natale si avvicina e il problema della pandemia perdura e oramai da due anni i consumi natalizi risultano sempre più insoliti e imprevedibili a causa dei disagi causati dal Covid -Sars V2. Oggi analizzeremo l’andamento dei consumi natalizi in ottica europea prendendo in considerazione quattro paesi di riferimento: Italia, Francia, Spagna e Germania. Intanto benvenuti su giipsy.

I consumi prenatale in Germania

In Germania si registra un boom nell’utilizzo dell’e-commerce per gli acquisti digitali. I venditori hanno registrato risultati di vendita record. La stagione degli acquisti inizia anticipatamente, già da Novembre sia per la Germania che per la Francia, per sopperire alla carenza di approvvigionamento determinata dai disagi pandemici. Il 45% dei tedeschi vede l’attività natalizia 2021 come un opportunità per migliorare a livello decorativo il proprio negozio sebbene il digitale anche quest’anno si confermerà come vincitore.

La fine dei cookies da terze parti ha già dei risvolti in Germania sebbene tale rivoluzione di Google sia rinviata al 2023. Circa metà dei consumatori intervistati ha dichiarato di voler scambiare i propri dati al prezzo di sconti maggiori.

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In Francia? I prodotti locali

Per i francesi, dopo la pandemia, il budget è diventato una preoccupazione sempre più importante. Il 18% ha affermato che spenderà di meno rispetto agli anni precedenti, all’opposto del 10% della popolazione francese. Inoltre, il 35% degli intervistati ha dichiarato che già da settembre ha iniziato a risparmiare. Infine, la fascia 16-34 concluderà ottimi affari il giorno del Black Friday preparandosi anticipatamente al Natale.

Una particolarità che emerge dai dati francesi è che sono molto più attenti al consumo sostenibile, sia che si tratti di produzione, imballaggio o problema di consegna. Pertanto l’81% degli intervistati è consapevole che l’e-commerce aumenta notevolmente i rifiuti di imballaggio.

Il 73% afferma che sarà più propenso ad acquistare prodotti locali. Il trend è uno stile di consumo più ibrido che mixa l’esperienza del digitale con il fisico. L’84% della popolazione si recherà in negozio per fare acquisti e il 43% si è dichiarato rammaricato per aver effettuato acquisti fisici lo scorso anno. A influenzare le decisioni di acquisto invece è la customer experience omnicanale, pubblicità su riviste, pubblicità sui social, banner TV.

Consumi prenatale in Italia

E in Italia? I consumi hanno un costo maggiore per via del rincaro dell’energia. Per il tradizionale cenone e pranzo di Natale le famiglie si ritroverebbero a spendere circa il +4% rispetto al 2019. La spesa per pesci, carni e salumi si attesta a 922 milioni. 426 milioni per vino e bevande e 493 per ortaggi, frutta secca e fresca. Invece, 330 milioni per pandori, panettoni e dolci lievitati e 220 milioni per pasta e pane. Rincari anche per regali e addobbi natalizi causati dall’aumento dei costi di trasporto oltre che dell’energia.

Giuseppe Foti

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