Il Governo è a lavoro su una manovra da 3 miliardi per calmierare l’aumento del prezzo del gas (30%) e della bolletta della luce (40%). Manovra funzionale ad abbattere gli oneri derivanti da questi aumenti e causati dall’incremento del prezzo delle materie prime. Ma da cosa è scaturito questo aumento? Cosa si può fare in futuro per rendere l’Italia e l’Europa meno dipendente dall’energia? Benvenuti su giipsy blog, l’informazione creativa in un click.

I 3 fattori determinanti

In primo luogo, tre sono i fattori determinati questo aumento: il fattore Russia con Gazprom, il lungo inverno scorso dell’Europa e l’incremento della domanda da parte dell’Asia e America Latina. Procediamo con ordine. La Russia ha rifiutato di immettere quantità aggiuntive di gas nei mercati spot, perché vuole favorire la riapertura del gasdotto Nord Stream 2, unica rotta attraverso cui la Russia vuole rendere disponibili quantità aggiuntive di gas. A questa politica si aggiungono i lavori di manutenzione del sito gasiero di Novyj Unregoj che ha ridotto i flussi di gas verso la Germania e la Polonia e l’incremento dell’approvvigionamento nazionale per Mosca. 

Il lungo inverno scorso in Europa ha ridotto drasticamente l’approvvigionamento di gas e ha imposto al nostro continente un necessario riapprovvigionamento. Inoltre, sono cresciuti i prezzi delle emissioni in Europa, da 30 a 60€ / tCO2, tra gennaio e settembre, favorendo l’aumento della domanda di gas nella generazione elettrica rispetto a quella del carbone. Inoltre, i compratori europei preferiscono negoziare l’acquisto di gas nei mercati spot ottenendo maggior flessibilità nei volumi al costo di un’esposizione maggiore ai rischi del mercato globale. L’aumento della domanda è uno di questi rischi. Invece, la sicurezza dei contratti a lungo termine è annebbiata dalle incertezze imposte dal Covid.

Gas aumento fool
Il prezzo del gas bacia le stelle 💫

Gli svantaggi dell’Europa

Questa situazione svantaggia l’Europa nel breve periodo perché questi aumenti si rifletteranno in aumenti dei prezzi dei beni finali. Crescerà l’inflazione a cui non farà seguito un aumento dei salari. Di conseguenza all’orizzonte emergerà la stagflazione, perché all’aumento dell’inflazione si ridurranno drasticamente i consumi con forti incidenze viziose sul moltiplicatore della politica fiscale. Da un lato questa situazione può essere negativa. Ma dall’altro lato rappresenta un incentivo a favorire la transizione energetica verso le rinnovabili. Quindi protendere di più verso l’elettrificazione rinnovabile diretta sia B2B sia B2C. Ma come?

Aumento del gas: quale opportunità?

Due sono i pilastri su cui si poggia questo incentivo: il pacchetto di aiuti Next Generation UE e il Green Deal Europeo. Si tratta di investimenti che puntano a tre obiettivi:

  • favorire la circolarità del sistema energetico,
  • favorire l’elettrificazione diretta nei settori d’uso finale,
  • promuovere i combustibili puliti per i settori più difficili da elettrificare.

La circolarità deriva dagli scarti di calore dei siti industriali, dai rifiuti organici e dagli impianti di trattamento delle acque reflue. Tra i combustibili puliti c’è l’idrogeno rinnovabile, i biocarburanti e i biogas sostenibili. In quest’ottica, la Commissione proporrà una nuova classificazione e un sistema di certificazione per i combustibili rinnovabili e a basse  emissioni di carbonio. L’Italia non può non cavalcare questa opportunità intercettando i fondi europei per favorire sempre di più la transizione energetica verso le rinnovabili.

Giuseppe Foti

Di giipsy

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