FCA e Renault
I due marchi dei due colossi automobilistici

L’idea di un altro accordo tra due grandi realtà imprenditoriali, nel settore automotive, fa ancor parlare di Sovranità Economica Europea. Renault, facente parte del gruppo Group Renault SA, e il gruppo italo-statunitense FCA, l’ottavo gruppo automobilistico al mondo per numero di veicoli prodotti. Nelle pagine a seguire vedremo perché è nato questo accordo e perché è saltato. Inoltre, spiegheremo perchè la Casa torinese potrebbe optare per altre alternative ancora più efficienti, sebbene a parola non sembra!

Quali sono i benefici di entrambi?

Per entrambi questo accordo porterebbe vantaggi competitivi in termini di innovazione produttiva, rispondendo in modo sempre più efficiente alle criticità ambientali. A causa dello smog sempre più presente, sia a livello produttivo sia a livello di emissione diventa sempre più importante l’elettrico come strumento per combattere l’inquinamento. La Renault è specializzata nella produzione di batterie elettriche, ancor di più dopo il suo accordo con Nissan e Mitsubishi. FCA avrebbe un’ampia scelta di piattaforme elettriche, batterie, cambi e sistemi di trazione integrale. Il tutto prodotto con tecnologia moderna e a costi più bassi, per via di un’offerta ampia.

Group Renault SA, grazie a questo accordo estenderebbe la sua presenza in Nord e Sud America dove al momento è assente, al contrario di FCA, con i marchi Jeep e Ram. Inoltre, Renault beneficerebbe del mercato premium di FCA, con i brand Maserati e Ferrari. Se l’accordo andasse in porto nascerebbe un polo automobilistico da 8,7 milioni di autoveicoli venduti all’anno. Inoltre, se questo accordo si estendesse anche a Nissan e Mitsubishi, nascerebbe il più grande gruppo automobilistico al mondo con vendite pari a 15,7 milioni all’anno, secondo quanto riportato dal Financial Times.

Quali i problemi di Renault?

Si pensava che l’accordo fosse stato raggiunto. Il gruppo torinese avrebbe offerto come garanzia quella di apportare un valore aggiunto a Parigi, costruendo stabilimenti e sedi operative. Però, a pesare sulle pressioni contrarie di questo accordo prima la Nissan, che si è astenuta nel voto dei soci e in seguito il governo francese, arrivando a chiedere condizioni sempre più favorevoli. A quel punto il ritiro degli italiani era inevitabile, perché lì avrebbe esposti a maggiori rischi. Sembra una storia che si ripete per la Francia, prima con Bollorè con Mediaset e poi Renault con FCA, sembra che ai francesi abbiano preso gusto nell’arrivare fino in fondo ai tavoli delle trattative per poi svincolarsi, spingendo sempre più al ribasso il titolo azionario del gruppo italiano, per avere agevolazioni finanziarie nelle trattative.

Quale sarebbe il Sogno di FCA?

Il sogno è sempre quello della fusione per FCA, cosicché possa emergere un polo europeo automobilistico. FCA, come è stato detto prima, ha forti presenze in Nord e Sud America. Per Torino si prospettano altre possibilità. Tesla è la prima azienda al mondo ad aver capito le potenzialità dell’elettrico. I progetti di E. Musk sono molto lungimiranti e visionari e diversificati in più settori. Tuttavia, se FCA vuole sfruttare i vantaggi dell’Unione Valutaria e del commercio intra-settoriale verticale, un’ottima idea sarebbe la fusione tra FCA e gruppo PSA (Peugeut). La multinazionale torinese, diventerebbe protagonista di un IDE (Investimento Diretto Estero). La frammentazione del processo produttivo vedrebbe il gruppo PSA specializzato nell’elettrico, offrendo un design ancora più eccelso rispetto a Renault. In cambio, il gruppo italiano offrirebbe il suo ingegno tecnico, ingegneristico, motoristico e creativo.

Giuseppe Foti

Di giipsy

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